Sindrome dell' Intestino Irritabile (SII)

 

E’ un Disturbo Funzionale Gastrointestinale (FGIDs) caratterizzato da fastidio addominale diffuso e in genere alterazioni del modo di evacuare (prevalente diarrea o stipsi o alvo alterno). Quando i sintomi sono molto disturbanti occorre fare una diagnosi precisa. In passato era una diagnosi di esclusione che richiedeva anche nei giovani molti esami anche invasivi; oggi invece sotto i 45 anni di età è codificata una diagnosi basata sui sintomi e un limitato numero di esami funzionali non invasivi.

La causa è multifattoriale, spesso post infettiva – dopo una gastroenterite acuta. E la strategia per curare il disturbo è graduata, personalizzata e multifattoriale. I farmaci sono importanti ma non sono tutto, occorre usarli in maniera strategica e essere educati a gestire e prevenire i propri sintomi per migliorare la Qualità della Vita.

 

Per Approfondire:

Si tratta di una combinazione di sintomi gastrointestinali cronici o ricorrenti non spiegati da anormalità strutturali o biochimiche attribuibili agli intestini ed associati a sintomi di dolore-fastidio (in inglese discomfort) addominale e alterazioni della defecazione e/o gonfiore e distensione addominale.

Interessa circa il 9% della popolazione con un rapporto femmine/maschi 2:1

E’ una patologia “piramidale”: il 70% dei pazienti non riferiscono i sintomi neanche al proprio medico di famiglia sopportandoli come una caratteristica del proprio fisico; altri invece con sintomi più rilevanti per la Qualità della vita si rivolgono allo specialista che in genere è preoccupato di escludere patologie infiammatorie e tumorali in primis e poi somministra una dieta e una terapia standard che normalmente non risolve la situazione e si rivela deludente.

Alla diagnosi è bene escludere patologie organiche, soprattutto se i sintomi sono recenti e l’età avanzata, o ci sono segni di allarme come anemia, calo ponderale, masse addominali ecc, ma la S.I.I. può essere diagnosticata non solo come esclusione di altre patologie organiche ma in termini di diagnosi positiva.

Per questo le Società Scientifiche della Gastroenterologia hanno concordato i criteri di Roma III:

  1. Presenza di dolore-fastidio addominale ricorrente almeno 3 giorni al mese negli ultimi 3 mesi associati con 2 o più dei seguenti:
  • Miglioramento dopo la defecazione
  • Associazione con una alterazione delle scariche (stipsi o diarrea)
  • Associazione con il cambio di consistenza e apparenza delle feci

Altri sintomi presenti possono essere, sforzo o urgenza nella defecazione, evacuazione incompleta, presenza di muco, gonfiore e senso di distensione addominale.

Le possibili cause o fattori di peggioramento dei sintomi sono:

  1. Post infettiva – microinfiammazione intestinale – alterata permeabilità intestinale
  2. ipersensibilità viscerale
  3. intolleranze alimentari
  4. alterazioni della flora batterica (disbiosi)
  5. fattori psicosociali.

Un approccio graduato, individualizzato e multifattoriale è decisivo per il management. Occorre stratificare i pazienti per sintomo predominante ed età, conducendo una valutazione diagnostica e un tentativo di terapia personalizzata. La rassicurazione e la spiegazione dei sintomi è fondamentale, il paziente deve essere consapevole di avere un disturbo cronico ma che può gestire individuando le strategie personalizzate che gli permettono di farlo. Curare è in questo caso una vera e propria educazione del paziente. Occorre proporre obbiettivi terapeutici adeguati: lo scopo è il miglioramento della qualità di vita e non garantire che i sintomi non si ripresenteranno mai (questo può essere illusorio e provocare delusione). La dieta è importante ma le intolleranze alimentari vanno diagnosticate ed affrontate con equilibrio per non indurre una dieta troppo ristretta e impoverita. Un adeguato impegno fisico distrae dai sintomi più lievi.

Farmaci e integratori sono importanti ma ne va fatto un uso non indiscriminato ma strategico.

E’ importante che il paziente si senta seguito da un medico che conosce a fondo i disturbi funzionali. Vi sono test che misurano l’andamento dei sintomi funzionali permettendo la loro gestione nel tempo.

DIAGNOSI

Come abbiamo detto la diagnosi nel soggetto di meno di 45 anni è basata sulla valutazione della quantità e qualità dei sintomi. Sopra questa età o in caso di sintomi di allarme non si può prescindere da un esame endoscopico. E poi da una serie di esami funzionali non invasivi, a partire da una ecografia addominale, se possibile anche delle anse intestinali, esami ematochimici che comprendano Emocromo VES TSH amilasi sangue occulti feci Anticorpi anti Transglutaminasi Reflex, per intolleranza al lattosio ed altri alimenti, studio del microbiota e della permeabilità intestinale.

 

dr. Alberto Bozzani
Coordinatore Digeest
Specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva

  • Riferimenti operativi di Digeest presso Polidiagnostico Via Mattavelli, 3 Carate Brianza (MB):

    segreteria: Per prenotazione della prima valutazione gastroenterologica funzionale e la indicazione specialistica alle diagnostiche chiamare  in Polidiagnostico Cusani al n.ro di Telefono 0362912100 (ore 9-11.30 e 15.30-19) (dr. Bozzani)

    Mail: per qualsiasi informazione sulle diagnostiche Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

                                                                                

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